Napoli- Juve, non solo una partita di calcio
Maggio 6, 2009
E non era Masaniello…Note di regiaA Torino il 9 novembre 1986 giungono 4 uomini venuti da lontano a bordo di una Fiat Regata diesel.A Torino 4 uomini in trasferta per assistere all’ennesima sconfitta annunciata.Ma il destino aveva già deciso da tempo.Assisteranno increduli a un istante, una vittoria che avrebbe cambiato la storia, anche la loro.Quattro tifosi lentamente verso l’alto, da Napoli a Torino e velocemente verso il basso da Torino a Napoli.Un ritorno in discesa e un futuro… fiducioso.Il tifoso è testimone oculare di un evento di cui non nega la straordinarietà.Testimone al cospetto della storia.È il reduce che torna e non ha ancora smesso di raccontare.È uno dei quattro.
Il ricordo é un fiume in piena.Il racconto non vuole arginarlo ma, anzi, fissarlo, sistemarlo con un’unica ambizione: non dimenticare mai e ricordare e raccontare e rivivere.Facciamo come l’autore, non nominiamo nessuno.Esercitiamoci a considerare cosa siamo e perché.Alimenteremo ricordi obiettivi, concreti di sangue, carne e polvere.Ci accorgeremo di avere molti più ricordi, molti più istanti indimenticabili.Ci accorgeremo di avere vissuto una vita più lunga, più bella.Massimo De Matteo Scrivere è un’attività meravigliosa.Consente di inventare storie e mondi migliori, peggiori e comunque diversi; consente di aprire a tutti il bagaglio delle proprie conoscenze, delle proprie letture, dei propri affetti.E più di tutto, permette di rappresentare le emozioni.Non sempre è consentito, perfino a chi scrive, mostrare le passioni più forti: uno deve costruire una storia, scendere a patti col lettore e rispettare regole.
Poi si deve tener conto dell’editore, delle esigenze commerciali, degli orientamenti del mercato e dei gusti di chi dovrà leggere, ascoltare o guardare: il testo deve diventare un ‘prodotto’, e come tale sarà gestito.Ci sono però rarissime e fortunate occasioni in cui un testo, nato in un luogo imprecisato tra cuore, stomaco e fegato e al quale il cervello ha partecipato poco o nulla, arriva diritto diritto sulle pagine, prorompente come la perdita da un tubo rotto, violento come un moto di rabbia e univoco come uno scoppio di pianto.
E tuttavia, se si dovesse rappresentare quella giornata con un elettrocardiogramma, si osserverebbero più picchi della catena andina.E’ la storia di una giornata che divide la vita di quattro amici, e di migliaia di persone attorno a loro, in due parti, il prima e il dopo; è l’inizio di un’esistenza nuova in cui nulla è mai più stato uguale a prima.Ma non era solo una partita di calcio’, si chiederà qualcuno.
Fonte:
http://www.articolo21.info/512/rubrica/28-napoli-juve-non-solo-una-partita-di-calcio.html