Impronte, l’Ue condanna, Maroni conferma
luglio 3, 2008
Si preannuncia una sonora bocciatura europea per la norma voluta dal ministro Maroni che impone anche ai bimbi rom di dare le loro impronte. Il commissario europeo agli Affari sociali, Vladimir Spidla, ha giudicato «teoricamente grave» la discriminazione fra cittadini europei che consisterebbe nell’imporre ad alcuni di essi, su base etnica, doveri che gli altri non hanno, come quello di fornire le proprie impronte digitali per l’identificazione da parte delle autorità pubbliche. Maroni. Ma il ministro Maroni non accetta intromissioni di alcun genere. Anche se dubitare è un’organizzazione sovranazionale così importante come la UE. Prendere le impronte ai bimbi rom è una «priorità inderogabile per tutelare i cittadini». «Non c’è nessuna violazione delle norme europee, delle Carte dei diritti dei minori, nessuna violazione di nessuna norma». Solo «la necessità di procedere alla identificazione di chi vive negli oltre 700 campi nomadi abusivi esistenti in Italia». È quanto ribadito dal ministro dell’interno leghista, nel “question time” alla Camera. Quella che prevede, tra l’altro, la rilevazione delle impronte anche ai minori «è un’ordinanza di protezione civile, firmata dal presidente del Consiglio il 30 maggio, quindi in vigore già da un mese: le polemiche degli ultimi giorni sono polemiche che io ritengo infondate e strumentali, che non tengono conto dei contenuti dell’ordinanza».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76805