Prima la pioggia torrenziale, poi il dramma: quattro persone morte e danni per oltre 15 milioni di euro, strade chiuse, ferrovie bloccate, case sfollate e campi e coltivazioni completamente distrutti. Il maltempo ha colpito, questa volta, Cagliari e l’immediato circondario su cui, ancora, continua lo stato di allerta di protezione civile, regione e associazioni di volontariato. Le prime avvisaglie dell’alluvione che poi ha paralizzato per quasi una giornata la Sardegna meridionale alle otto del mattino con le prime gocce di pioggia. È questione di poco tempo per capire che la pioggia diventa sempre più pericolosa. E, infatti, nelle strade che costeggiano e conducono a Cagliari comincia a salire il livello dell’acqua mentre al centro si cominciano a registrare i primi danni. Il resto avviene nell’arco di poco meno di due ore. La situazione, tra Cagliari, Capoterra e gli altri centri degenera in poco tempo. I danni maggiori si registrano subito proprio a Capoterra, dove parecchi abitanti riescono a trovare scampo alla furia dell’acqua salendo sui tetti delle case. Le prime avvisaglie dell’alluvione che poi ha paralizzato per quasi una giornata la Sardegna meridionale alle otto del mattino con le prime gocce di pioggia. È questione di poco tempo per capire che la pioggia diventa sempre più pericolosa. E, infatti, nelle strade che costeggiano e conducono a Cagliari comincia a salire il livello dell’acqua mentre al centro si cominciano a registrare i primi danni.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80176

C’è aria di Ambrogino d’oro per Giuseppe Viganò. È giusto che anche lui abbia il riconoscimento al valore che hanno avuto tutti i milanesi che si sono distinti per il loro altruismo. A Palazzo Marino tutti la pensano così. «Solo grazie al coraggio di un uomo di 79 anni – sottolinea il vice sindaco Riccardo De Corato – che non ha avuto paura di mettere a repentaglio la propria vita, oggi due bambini salvati dalle fiamme possono ancora sorridere. Azioni di questa umanità toccano il cuore di tutti e rafforzano il senso di solidarietà e convivenza civile. L’esemplare gesto del pensionato Giuseppe Viganò rimarrà nella memoria di tutti. E merita pertanto il massimo riconoscimento della città».Nella lista dei cittadini eroi, ci sarebbe anche Eddy, il ghanese ridotto in fin di vita l’8 luglio dai pusher perché metteva in guardia i giovani dai rischi delle droghe. Già il presidente del City Angel, Mario Furlan, lo vuole nominare «angelo» onorario per il suo coraggio. Eddy non si è fermato davanti alle minacce, davanti alle botte. Il suo desiderio di convincere i ragazzi del parco a smetterla con la droga era troppo forte.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286188

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