«Troppo pacifista» La tv palestinese blocca una miniserie
settembre 7, 2008
La tv palestinese Pbc ha bloccato la messa in onda della prima puntata di «Matabb», la prima soap opera prodotta interamente dai palestinesi, prevista per lunedì. Alla base della decisione, forse l’approccio troppo morbido verso l’occupazione israeliana. Pare che a imporre l’impostazione «pacifista» sia stata la produzione, composta da Goethe Institute e Commissione europea, che hanno finanziato il lavoro con 150mila euro. La soap, il cui titolo arabo significa «Dossi artificiali» come quelli usati ai posti di blocco, racconta la difficile vita quotidiana dei palestinesi. Fonti della Pbc hanno però garantito che si tratta solo di un rinvio deciso per consentire la modifica di alcune scene.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=288631
Nelson Mandela, 90 anni spesi per i neri e la pace
luglio 21, 2008
Festeggerà il novantesimo compleanno in famiglia, Nelson Mandela, l’uomo che passerà alla storia per avere guidato il Sudafrica fuori dall’ignominia dell’apartheid. Autorità e giornalisti non avranno accesso oggi alla casa in cui, dopo il ritiro dalla vita politica, «Tata» (papà, il soprannome affettuosamente affibbiatogli dai connazionali) trascorre gran parte del tempo. Nel villaggio natale di Qunu ci saranno solo gli intimi, a cominciare dalla consorte Graca Machel, vedova dell’ex-presidente mozambicano Samora. Nelson l’ha sposata il 18 luglio 1998, e i novant’anni di vita coincidono dunque con il primo decennale delle nozze. L’arcivescovo Desmond Tutu, che è grande amico di entrambi e fa parte della ristretta cerchia degli invitati, li descrive come «una coppia profondamente innamorata, reduci da una perenne luna di miele». Per Mandela, Graca è la terza moglie. Dopo Evelyn Ntoko Mase che fu al suo fianco fra il 1944 ed il 1955. E dopo Winnie Madikizela, che fu compagna di lotta e di ideali, prima che le loro strade si dividessero anche politicamente, fino alla separazione nel 1992 ed al divorzio nel 1996, dopo ben trentasei anni di matrimonio. Che Nelson aveva peraltro trascorso per buona parte lontano da lei, nel carcere sull’isola di Robben Island, dove era registrato con il numero di matricola «46664». I compagni di prigionia raccontano che bastava guardarlo camminare in cortile durante l’ora d’aria, dritto e pieno di dignità, per sentirsi rincuorati e guardare con fiducia al futuro.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77246